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NOME SCIENTIFICO:  Vitex agnus castus L.

DESCRIZIONE: Arbusto della famiglia delle Verbenacee, diffuso negli ambienti umidi mediterranei. Nomi volgari della droga assai diffusi in Italia sono: Pepe falso (i frutti maturi ed essiccati sono simili al Pepe Nero) o Pepe dei monaci. La droga è anche conosciuta internazionalmente come Chasteberry, Chaste tree, Monk’s pepper.

COMPONENTI ATTIVI: I frutti contengono dei glicosidi iridoidi,tra cui l’agnuside, l’aucubina e l’eurostoside. Presenti anche alcuni flavonoidi tra cui casticina, omorientina orientina, isorientina, luteolina 7-O-glucoside.

Componenti della droga sono anche un alcaloide, la viticina, e un olio essenziale ricco di alfa e beta pinene, cineolo e limonene.

        PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

  • Ritenzione idrica
  • Capogiri
  • regolarizza il ciclo mestruale
  • riduce i sintomi premestruali
  • trattamento della dismenorrea spasmodica

La Commissione  del Ministero della Sanità di Germania indica l’utilizzo della droga per le anomalie del ciclo mestruale per la sindrome premestruale e per la mastodinia. Il meccanismo d’azione sembra essere legato ad una diminuzione del rilascio dell’ormone follicolo stimolante e ad un aumento del rilascio dell’ormone luteinizzante e della prolattina.

I preparati a base di Agnocasto aumentano la produzione di ormoni progestinici: il meccanismo d’azione della droga sembra implicare il lobo anteriore dell’ipofisi, con conseguente riduzione della sintesi di prolattina e FSH, con stimolazione di LH.

L’agnocasto è indicato in presenza nei disturbi della menopausa; nell’ansia; nell’eretismo sessuale (per le sue proprietà anafrodisiache). I preparati a base di agnocasto trovano anche indicazione per normalizzare l’ovulazione e le mestruazioni dopo le interruzioni causate dall’uso di pillole anticoncezionali.

DOSAGGIO E FORME DI UTILIZZO Il dosaggio consigliato della droga è di 30 – 40 mg giornalieri da assumersi possibilmente sotto forma di estratto idroalcolico e calcolando il corrispondente dosaggio in base al rapporto D/E (1). L’agnocasto comunque entra nella composizione di varie preparazioni per uso orale sotto forma di estratto secco titolato generalmente in agnuside e generalmente associato ad altre droghe.

RIMEDI NATURALI:

  • per gli spasmi si prepara un infuso con 30 g di foglie e 250 mL di acqua bollente. Nel corso della giornata si distribuisce questo quantitativo in tre dosi da prendere dopo i pasti.
  • Per la ritenzione idrica 4 g di frutti in un litro di acqua bollente e si lascia in infusione alcuni minuti, si filtra e  se ne prende una tazza dopo i pasti.
  • Per i capogiri si adopera l’oleolito di agnocasto, 7 gtt al giorno diluite in uno o più bicchieri d’acqua

ASSOCIAZIONI:  in relazione al meccanismo di azione della pianta e dei suoi estratti, sono possibili interferenze dell’agnocasto con estroprogestinici, antagonisti della dopamina, e con terapie ormonali.

CONTROINDICAZIONI: La droga non ha particolari effetti tossici. Sono stati comunque riportati saltuari esantemi pruriginosi ed orticaria (1). Non utilizzare in gravidanza, allattamento, ipoestrogenismi, iperprogesteronismo, ipofollicololinismo.
EFFETTI COLLATERALI E INTERAZIONI CON FARMACI: Non si riscontrano effetti collaterali degni di nota. Si sconsiglia comunque l’utilizzo in gravidanza. Tutti gli eventi avversi segnalati sono stati rari, e questo fa della pianta un preparato sicuro. Sono però possibili reazioni allergiche (esantemi pruriginosi ed orticarioidi in seguito ad un uso prolungato), cefalea ed aumento delle perdite mestruali. Gli effetti collaterali dell’agnocasto, comunque, sono lievi e reversibili con la sospensione dell’assunzione.
COLTIVAZIONE:   arbusto resistente, predilige posizioni soleggiate, ma può anche essere posto a dimora in luogo semi ombreggiato, mentre un’esposizione scarsamente luminosa causa una fioritura incospicua. Non teme il freddo e può essere coltivato all’aperto anche nelle regioni con clima invernale molto rigido.

Il consiglio è di intervenire durante i primi due anni dalla messa a dimora con irrigazioni abbondanti ma molto distanziate una dall’altra. In questa maniera la pianta sarà stimolata alla formazione di un apparato radicale profondo e ben ramificato, capace di sopportare anche la più perseverante siccità estiva.

TERRENO: un suolo fresco, ma ben drenato, con una buona quantità di sabbia silicea e ghiaia.

LA TALEA: si deve effettuare prelevando segmenti semilegnosi di circa 20 cm con qualche foglia apicale alla fine dell’estate e ponendoli in un composto molto leggero e drenante, per esempio di sabbia e perlite. Andranno mantenute sempre umide e in una zona calda, ma piuttosto ombreggiata. L’ideale per favorire la radicazione è coprirle con un sacchetto di plastica trasparente ricordandosi di arieggiare almeno una volta al giorno per scongiurare l’instaurarsi di muffe.

Una volta che la piantina comincia a vegetare e l’apparato radicale sia ben sviluppato si può trasferire il tutto in un substrato più ricco e procedere con successive potature per sostenere l’accestimento dell’esemplare.

PARASSITI E MALATTIE: un terreno scarsamente drenante o piogge estive moto cospicue possono favorire l’insorgenza di marciumi radicali. Si tratta di un arbusto molto sano che raramente viene attaccato da insetti o da altri patogeni.  bisogna soltanto prestare particolare attenzione al substrato nel caso si rivelasse particolarmente pesante.

 

POTATURA: Una delle poche cure che richiede questa pianta è proprio la potatura. Visto che si tratta di un arbusto che fiorisce su rami dell’anno il nostro obiettivo sarà incentivare il più possibile la creazione di branche nuove.

Si procederà conseguentemente con tagli piuttosto drastici, lasciando al massimo due o tre gemme dal basso, in febbraio-marzo.

Questo lavoro ci aiuterà anche a mantenere una forma compatta, incoraggiando la crescita di nuovi rami sia nella parte alta sia nella parte bassa.

AGNOCASTO E MENOPAUSA

L’estratto di Agnocasto agisce direttamente a livello dell’ipofisi anteriore: con meccanismo dopaminergico (stimolo sui recettori D2 di ipotalamo ed ipofisi anteriore) è in grado di inibire la secrezione di prolattina, sia a livello basale che stimolata da TRH; inoltre, modifica i livelli ematici dell’ormone luteinizzante e dell’ormone follicolo stimolante andando a stimolarne la secrezione.

Anche in questo caso non è ancora chiaro quale sia la sostanza in grado di provocare l’effetto farmacologico, quindi si ritiene che i glicosidi iridoidi, i flavonoidi ed i diterpeni possano concorrere all’azione farmacologica.

L’Agnocasto è una droga sicura, che non ha interazioni con altri farmaci, sebbene siano state descritte reazioni allergiche comunque regredite con l’interruzione del trattamento; gli effetti collaterali sono lievi e reversibili e comprendono nausea, mal di testa, disturbi gastrointestinali e mestruali, acne, prurito ed eritema.

Particolare accortezza va posta in caso di utilizzo in concomitanza ad altre terapie ormonali, viste le proprietà endocrine appena descritte.

Alcuni saggi farmacologici sull’Agnocasto ne hanno confermato le azioni come antispasmodico e sedativo per i dolori intestinali ed addominali: la somministrazione dell’estratto ha fatto registrare effetti benefici in donne tra i 20 ed i 40 anni con ristabilimento dei livelli ematici di progesterone ed altri valori endocrini.

 

Principali Fonti
Conti, F.; Abbate, G.; Alessandrini, A.; Blasi, C. -An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora, Palombi Editori, Roma, 2005
Pignatti, S. -Flora d’Italia (vol. I), Edagricole, Bologna, 1982
Polunin, O. – Huxley, A. -Guida alla Flora Mediterranea, Rizzoli Editore, Milano, 1978
J.-C. Rameau; D. Mansion; G. Dumé; C. Gauberville -Flore forestière française (vol. 3), Institut pour le développement forestier, AgroParis Tech-ENGREF, 2008
Viola, S. -Piante medicinali e velenose della flora italiana, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1975
Zangheri, P. -flora italica I-II, CEDAM, Padova, 1976

 

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