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NOME SCIENTIFICO: Calendula arvensis (Vaill.) L.

Descrizione: Pianta erbacea annuale o bienne,intensamente odorosa, termofila, pubescente, alta 10-50 cm e con aspetto ragnateloso da giovane; Fusto generalmente ramificato, arcuato-ascendente o eretto.
Foglie verde chiaro alterne e di forma oblanceolata-spatolata
Brattee involucrali campanulate su 2 ordini con margine sottile e scarioso e talvolta leggermente porporino.
Il frutto è un achenio eterocarpo, biancastro, sprovvisto di pappo che si presenta in 3 forme diverse:

calendula_arvensis

Antesi: Novembre-Maggio (raramente tutto l’anno)

Habitat: E’ pianta gregaria nei terreni incolti, margine sentieri e strade, nei vigneti. Predilige i terreni calcarei. Da 0 a 600 m di altitudine
Note di Sistematica: E’ parente stretta di Calendula officinalis L. più frequentemente coltivata e spontanea solo in alcune regioni d’Italia; inoltre il suo portamento è più imponente (capolino di 5 cm) e con caule eretto.

La fioritura di C. officinalis è compresa tra giugno e dicembre.

 

Etimologia: Il nome del genere deriva dal latino ” calendae” in allusione al tempo che scorre come la fioritura che si protrae per parecchi mesi.

Proprietà ed utilizzi:

Si hanno notizie di un suo assiduo utilizzo fino al medioevo, fu poi per molto tempo dimenticata. Riscoperta dalla medicina moderna per la presenza di flavonoidi, saponine, resine, oli essenziali, tracce di acido salicilico, beta carotene, licopene, luteina e xantine, queste ultime danno il caratteristico colore aranciato al fiore.
Viene utilizzata come antinfiammatorio, antisettico, antispasmodico, cicatrizzante, callifugo, sudoripara, e regolatrice del flusso mestruale.
Utilizzata anche per tingere i capelli, per ammorbidire la pelle e in infuso per sfiammare gli occhi arrossati.
In cucina: Le foglie vengono utilizzate in misticanza con altre erbe e i fiori servono anche per guarnire antipasti. I petali essiccati servono per aromatizzare il vino, che dopo essere stato esposto al sole per 10 giorni, diventa un ottimo aceto.

Curiosità: Nella mitologia greca la pianta è associata a Afrodite che addolorata per la morte del giovane amante Adone pianse lacrime, che toccando terra, si trasformarono in calendole.Per questo motivo nel periodo ottocentesco il fiore veniva sempre associato a simobologie tristi causate da pene d’amore o da gelosia e inganni.
Anche William Shakespeare decanta il fiore nel sonetto xxv “I favoriti dei grandi principi schiudono i loro bei petali
come la calendula sotto l’occhio del sole”.

Principali Fonti
Sandro Pignatti – Flora d’Italia – Edagricole – Bologna 1982
Encicl.- Nel Mondo delle Piante – Edizioni Motta – 1980
Biagioli M.- Gestri G. – Acciai B. – Messina A. – Fiori sulla Pietra – Gramma – 2002
A. Poletti-Fiori e piante medicinali-Il Mandarino vol. 2°
Bayer,Buttler,Finkenzeller,Grau- Piante del Mediterraneo- Rizzoli 1990
A. Cattabiani – Florario – Oscar Mondadori rist. – 2007
Index Plantarum Flora Italicae – Indice dei nomi delle specie botaniche presenti in Italia
Acta Plantarum – Semi ed altre unità primarie di dispersione

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