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NOME SCIENTIFICO: Aesculus hippocastanum L.

Descrizione: Albero deciduo di seconda grandezza alto 8-15(20) m. Tronco robusto, eretto, molto ramificato con chioma densa, tondeggiante o piramidale. Corteccia bruna, negli esemplari più vecchi grigio-nerastra, desquamante in piastre irregolarmente poliedriche; rametti giovani coperti di lenticelle e di grosse cicatrici fogliari. Gemme grandi, affusolate e appuntite, con perule brune e vischiose.
Foglie larghe fino a 20-30 cm, opposte, picciolate, palmate, con 5-7 foglioline oblanceolate, con base attenuato-cuneata, con margine irregolarmente dentato e apice acuminato. Picciolo senza stipole, scanalato e allargato alla base.
Fiori ermafroditi, zigomorfi, profumati, disposti in ampie pannocchie (fino a 20 cm) coniche, terminali ed erette.
Calice profondamente inciso in 5 lobi.
Corolla con 4-5 petali lobati e ondulati sul bordo, pubescenti, bianchi e spesso sfumati di rosa o giallo.
Stami 7, lungamente sporgenti.
Il frutto è una grossa capsula loculicida di 4-6,8 cm, deiscente a tre valve, coriacea, verdastra, munita di aculei pungenti, contenente grossi semi bruno-lucenti, simili alle castagne, con un grande ilo grigio alla base.

IPPOCASTANO

COMPONENTI ATTIVI: Principio attivo principale è l’escina, una complessa mistura di saponine dal potente effetto antiinfiammatorio.

PROPRIETA’ E UTILIZZI: Erba amara, astringente, antipiretica, diuretica, antinfiammatoria; riduce la permeabilità capillare e l’edema locale.
Per uso interno nei disturbi del sistema venoso, l’indurimento delle arterie, l’insufficienza circolatoria, le vene varicose, le flebiti, i geloni, in caso di gonfiori delle articolazioni e fratture.
Nella medicina popolare la corteccia è utilizzata come bevanda tonica e febbrifuga. I decotti e le infusioni hanno azione astringente. Per uso esterno le foglie fresche in acqua bollente danno buoni risultati in caso di contusioni.
I decotti e le infusioni dei grani, solo per uso esterno, vengono impiegati per preparare compresse per la cura dei dolori di origine reumatica e come cosmetici per la pelle, le pomate sono indicate nella cura delle emorroidi.
I frutti macinati sono impiegati come sfarinati per mangimi ad uso zootecnico; consumati freschi sono invece velenosi per l’alto contenuto di saponine.

Distribuzione in Italia: Fu introdotto in Italia nel 1557 da Mattioli e successivamente coltivato come albero ornamentale nei parchi e lungo i viali in quasi tutto il territorio, specialmente in Italia settentrionale e centrale, quindi casualmente naturalizzato.

Habitat: Rustico, tollera le basse temperature e non ha particolari esigenze in fatto di substrato. E’ comunque poco resistente alla salinità del suolo e preferisce terreni umidi, da 0 a 1300 m s.l.m.

AESCULUS HYPPOCASTANUM

 

Principali Fonti
Conti, F.; Abbate, G.; Alessandrini, A.; Blasi, C. -An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora, Palombi Editori, Roma, 2005
Pignatti, S. -Flora d’Italia (vol. I), Edagricole, Bologna, 1982
J.-C. Rameau; D. Mansion; G. Dumé; C. Gauberville -Flore forestière française (vol. 1), Institut pour le développement forestier, AgroParis Tech-ENGREF, 2008
Zangheri, P. -flora italica I-II, CEDAM, Padova, 1976
Lanzara P. e Pizzetti M.: Alberi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977
Bown D., 1995. Encyclopaedia of Herbs and their Uses, Dorling Kindersley, London
Příhoda A., 1990. Le piante della salute, Fratelli Melita Editori, La Spezia.
IPFI – Index Plantarum Florae Italicae

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